VentoCaldo Blog

XXXI Campionato invernale di Roma, sesta giornata

XXXI Campionato invernale di Roma, sesta giornata

22.01.2012 Fiumicino campo unico

Moderatamente ottimista.

Dopo una giornata caratterizzata da condimeteo complesse per non dire difficili (16-18 nodi da est con onda rotta e ripida) mi sento di dire che sono moderatamente ottimista.

L’equipaggio ha retto bene ed i risultati verranno, stiamo invertendo il trend.

L’allenamento di sabato ci aveva illuso con condizioni ideali per un pic-nic in mare.

Fernando, Fabrizio, Antonio, Paola, Giulio, Marco, l’ormai fisso Luca e la nuova speranza Federico ad incrociar tra le boe con una flottiglia di amici ed avversari tra un panino ed un raggio di tiepido sole.

Un bel cielo coperto ci aspettava invece domenica (e ci ha anche detto bene visti gli avvisi di burrasca in Toscana, Sardegna e Campania).

Siamo (da pua a poppa): Luca, Giulio, Marco, Paola, Marco, Antonio, Fabrizio, Fernando; assente giustificato Adriano.

Optiamo per un bordo a destra nato subito malino a causa di una partenza un pò intruppata (ma poteva andare peggio).

Il tracciato (che trovate nel webalbum) comincia quasi a metà bolina ma sembra indicare un momentaneo giro a sinistra che, sinceramente, non ricordavo.

Teniamo il centro del campo per non perdere contatto con il grosso della flotta che è andato a sinistra ed arriviamo in boa senza capire chi e quanti siano davanti. L’impressione è di aver perso sia da quelli di dx che da quelli di sx.

La prima poppa è una carambola continua a causa delle onde e, dopo un’abbattuta ciccata, siamo costretti a finirla di fiocco.

Memorabile il primo “boma in acqua” di 1°Fun gestito senza patemi e senza contusi.

In boa un incrocio (si fà per dire) fastidioso che meriterà un discorso a parte.

Per la seconda bolina scelgo nettamente la destra (dopo una bordo di disimpegno) in attesa di quel giro che arriverà netto solo durante la poppa.

In boa riusciamo a giostrarci abbastanza bene da un groviglio di barche di varia stazza causato dalla corrente e dalle scarse capacità di ripartenza di queste barche (e di questi equipaggi) in condizioni d’onda.

Ultima poppa più serena e veloce con arrivo di bolina “in gruppo” non privo di qualche incrocio pericoloso (raggiungiamo i crociera che hanno un percorso ridotto).

Del “sorriso” apertosi sullo spi accenno appena, non dovrebbe succedere ma succede in condizioni simili.

Ed ora la rubrica “io lo conosco”.

Io conosco Fernando “o cauteloso” Pera, pluri co-armatore con la passione per il numero 35 di piedi e pluridecorato velista di Fiumicino.

premiazione settima giornata XXX inv di Roma

Lo conosco da quando un personaggio leggendario della veleria mondiale (tale Mr Trappola) me lo presentò in una calda giornata di settembre, correva l’anno duemila e dieci circa.

Ho imparato a conoscerlo durante il trionfale XXX campionato invernale di Roma e, sopratutto, durante la lunga estate delle lunghe in cui la capacità marinara prevale su quella velistica.

Roma Per Tutti 2011

Ebbene si, Fernando non è fatto per il corpo a corpo, ama troppo la sua barca ed è facile capirlo. Prima regola: “evitare ogni rischio di contatti”, come dargli torto?

Ricordo una frase di mio zio che mi faceva scuola guida: “lasciagli lo spazio di fare stronzate, non dar per scontato che LORO sappiano guidare”. Niente di più vero.

Oggi Fernando capitana con Adriano una nuova splendida avventura a cavallo di un missile chiamato First Fun perché crogiolarsi nel successo è bello ma rimettersi in gioco … è da uomini.

Trofeo Asteria 2011

Lipari prepara il Gran Pavese che a Pasqua arriviamo.

Marco

NB. Con il soprannome “o cauteloso” un tale Alain Prost si è vinto QUATTRO mondiali di formula 1 (il riferimento al nome della barca NON è casuale)

Foto nella sezione webalbum di www.ventocaldo.it

XXXI Campionato invernale di Roma, quinta giornata

Fiumicino 08.01.2012 Quinta di campionato
Privi delle nosre valchirie usciamo dal porto con la seguente formazione (da prua a poppa)
Giulio (promosso n.1), Luca (new entry), Marco, Edoardo (new entry), Antonio, Adriano (avanzato), Fabrizio (al battesimo come randista), Fernando (confermato).
Il vento dichiarato dalla giuria è 030, una decina di nodi.
Le previsioni annunciano un giro a destra ma l’istinto (e la flotta dei regata) ci spingono a partire sulla sinistra del campo.
Luca dirige bene e facciamo un’ottima partenza in boa lanciati, un bel primo bordo che dobbiamo interrompere per andar a chiudere la flotta che si è diretta sulla destra.
Incrociamo davanti ad On Hair e Sesto Senso ma ci allunghiamo troppo ed un deciso giro del vento a sinistra ci taglia fuori.
Per girare la boa siamo costretti ad allungare molto finendo nell’area con poca pressione.
E’ l’inizio della fine, la ruggine si fà sentire e non ne azzecchiamo una. Urge più allenamento.
Ed ora l’attesa rubrica “io lo conosco, è amico mio”.
Giulio “Tu” Tirabassi, io lo conosco, è amico mio.
Siamo amici sin da quando Giulio “er monolito” Pierpaoli lo condusse da me, giovane ed innocente, per farlo diventare uomo.
Acqua, vento e mesi sono passati da allora, egli è ancora giovane ed innocente ma con la dura scorza del marinaio in ricrescita.
Non lontano è il giorno in cui sarà appellato come “Doc” Giulio e non più con il colorito ma lievemente impersonale “Tu”.
Eppure per me rimarrà sempre il timido ragazzo che, intimidito dai 30 umidicci, accettava riluttante il timone e non quello che, alla fine dello stesso turno, abbiamo dovuto staccare col raschietto dalla ruota che si riufiutava di rendere.

Ebbene si, lo conosco e spero di condividere con lui ancora molte miglia marine perche sarà anche “Tu” ma è una certezza.

Marco
foto su:
http://www.ventocaldo.it/webalbum/thumbnails.php?album=70

XXXI Campionato invernale di Roma, quarta giornata

XXXI Campionato invernale di Roma, quarta giornata

11.12.2011 Fiumicino campo unico

Meno di 10 nodi di vento da 145 sporchi con un’onda spezzata che rende tutto più difficile.

Regatatiamo sui buoni e sugli scarsi ma il risultato è pessimo.

La barca non prende il passo e finiamo sulla sinistra del campo che, col senno di poi, non ha pagato.

La seconda prova inizialmente annunciata è stata poi annullata per mancanza di vento.

Abbiamo preso un vicolo cieco come solo chi esplora praterie nuove può fare, ne faremo tesoro.

Il 2011 si chiude malamente ma … forse il 17 faremo la regata di beneficenza … magari chiudiamo col sorriso.

Ed ora la rubrica “io lo conosco”.

Io la conosco, conosco Paola “187″ Murasso indiscussa anima femminile prima di Quasar e poi di 1°Fun.

Leggera, distratta, testarda, chiaccherona, allegra, attenta (dicono) è cresciuta con la barca e con noi crescerà ancora.

Potremmo criticarla (e lo facciamo spesso) ma senza di lei questo progetto non sarebbe cresciuto e forse nemmeno nato.

Marco

Foto nella sezione webalbum di www.ventocaldo.it

Metti una giornata ad Anzio

04 dicembre 2011, Anzio

Metti una giornata ad Anzio, metti che è giorno di regata, metti che l’equipaggio è rimediato, metti che ci sono 20 nodi con onda … e piove.
Innanzi tutto grazie ad Italo, Michele e tutto l’equipaggio di Gingerin’Up che, più o meno volentieri, mi hanno permesso di giocare al tailer su J24 ed a Fernando e Roberto che hanno condiviso questa avventura con me.
Il racconto comincia dal venerdì pomeriggio, risolti/dissolti gli impegni previsti per il fine-settimana si prospettavano due giorni di sonno e fancazzismo quando trilla il telefono: “Marco, Italo è da solo, ti và di regatare su Ginger domenica?”.
Come dire no? Ho detto si (volentieri).
Il reclutamento di un’equipaggio all’ultimora è un film sempre diverso con due finali possibili:
1> non trovi nessuno
2> ti danno disponibilità tutti all’ultimo e devi dire “troppo tardi” a qualcuno che, nel frattempo, ha litigato con moglie e figli o disdetto un biglietto aereo.
Domenica mattina alle ore 8.30 puntualissime sono intorno alla barca con: Italo, Alessandro, Fernando e Roberto.
Il cielo non promette nulla di buono mentre variamo la barca, siamo ancora speranzosi che il vento cali abbastanza da permetterci il genoa e lo spi.
Dopo un paio di ondate è chiaro che sarà una giornata di fiocchetto e sopravvivenza.
Alla fine saranno in pochissi a rischiare lo spi: spettacolare il lavaggio dello stesso (con albero compreso) di Djke.
Sportivamente parlando conteniamo le perdite e, in alcune fasi, andiamo anche benino.
Tra le avarie contiamo solo l’improvviso cedimento del moschettone del fiocco nella prima prova (sono curioso di verificare i tracciati per capire quanto c’è costato).
Meno fortunati altri equipaggi come il già citato Djke, 96° che ha rotto la randa o “qualcuno” di cui non faccio il nome che ha cercato di ‘alleggerirsi’ seminando parte dell’equipaggio in mare.
Per le classifiche : http://www.alturanzionettuno.it/files/2011/xxxvii/classifiche/j24/FR_04___.HTM
Ora la giovane ma ben nota rubrica “io lo conosco”.
Io lo conosco. Conosco Luca “Ingenier” Silvestri, lo conosco da quando solcava le limpide acque di Bracciano con la santa Coppa al seguito.

e poi ...

Ero presente quando (con la santa Coppa) muoveva i primi passi sul J24 all’ombra (e non è una metafora) del grande Ugo, quando vinceva le sue prime regate e quando cominciava a prenderci gusto.
L’ho salutato quando si mosse (con la santa Coppa) verso nuovi orizzonti e nuove sfide.
Ed infine l’ho visto perdere la testa (della classifica) che modestamente definifa “fortunosa” ma che tutti sanno frutto di cura maniacale.
Sarei tentato di svelare i segreti del successo di Luca ma … della santa Coppa ho già parlato troppo.

Marco

XXXI Campionato invernale di Roma, terza giornata

27 novembre 2011, Fiumicino

Ho pensato a lungo di intitolare questo pezzo: “cronaca di un annullamento annunciato” e forse lo farò.

Annunciato per noi che siamo usciti in allenamento sabato e che avevamo provato “con mano” il crollo del vento alla mezza.

Così è finita che siamo finiti tutti fuori tempo massimo, esclusi i primi classe regata (partiti prima) e tre ‘vele bianche’ che hanno un percorso diverso.

Peccato? Si e no. Diversamente de tutti gli altri NON eravamo primissimi anche se … piano piano camminavamo.

Partenza fortunata per gentile concessione dei vicini e splendida prima bolina corsa cavalcando i giri del vento.

Buona poppa con arrivo in boa mure a dritta ed ammainata spettacolare in abbattuta (vedi foto nella sezione webalbum).

Saliamo bene e di buon passo la seconda bolina ma … sulla sinistra del campo rimane più vento (al contrario di sabato) e in molti ci raggiungono (tra cui Sesto Senso).

La poppa si annuncia subito critica per mancanza di vento … infatti.

Le praterie di miglioramento ci sono ma le stiamo percorrendo di buon passo.

Ed ora una rubrica nuova nuova: “io lo conosco”.

Io lo conosco. Conosco Fabrizio “O Professore” Frioli prodiere di esperienza decennale che affronta ogni nuova avventura con la precisione dell’artigiano.

“Misura tre volte e taglia una” ha segretamente ricamato nel suo stemma.

Allattato sin da piccolo a WD40 è ghiotto di cimette, nastri adesivi multicolori e mollette che consuma nella sua cuccia a pruavia dell’albero.

Ascolta attento la chiamata (le fantasie) del tattico, socchiude gli occhi ed annuisce: problema risolto.

Dietro le palpebre l’idea ha preso forma di geometrie, azioni e colori che disegnerà al comando del timoniere.

Ma, c’è sempre un ma, una vena triste attraversa il suo volto nelle serate senza luna: Dumas, perché sei tu Dumas?

Marco

XXXI Campionato invernale di Roma, seconda giornata

Fà freddo, c’è il sole, zero onda ma fà freddo.
Usciamo dal porto infreddoliti da 15-16 nodi di un grecalaccio che il sole invernale non riesce a scaldare.
Dopo la buona performance di ieri siamo belli carichi e facciamo finta che un uomo in meno non sia importante.
La speranza bianca, il virgulto da crescere (leggi secono prodiere) ha avuto un problema logistico.
A saperlo prima …. amen, sono cose che succedono.
Durante il trasferimento verso la partenza decido che sostituirò direttamente io l’assente per non alterare gli altri ruoli e, più importante, colgo l’occasione per indossare i pantaloni ella cerata.
Continuo ad avere freddo ma la rugginosa schiena è protetta.
La linea non è perfetta ma non sono in molti a farci caso.
Partiamo un pò lenti ma riusciamo a districarci benino ed a prendere la destra del campo.
A rigore il bordo buono sarebbe quello di sinistra per anticipare la rotazione ad est ma ho visto più vento dall’altra parte.
Alla fine i pieni con i vuoti si compensano e giriamo la prima bolina in buona posizione, almeno credo: con il cambio di categoria sono saltati i riferimenti abituali.
Abbiamo ancora problemi di angolo di bolina ma ci stiamo lavorando.
La decisione di quale soluzione adottare in poppa è meno salda di quello che dovrebbe essere ma quando sale lo spi rosso e nero il lavoro di queste settimane si vede eccome.
Alla boa di poppa siamo un pò timidi ed un pirata si sente autorizzato ad infilarsi a cannone.
Qualche parolaccia, l’annuncio di una protesta ed un secchio di secondi persi: la prossima volta tengo il mezzo marinaio in coperta (anche una colubrina non sarebbe male).
Seconda bolina obbligata dal problema in boa, una splendida cavalcata in poppa e siamo sul traguardo al fotofinisch (come diavolo si scrive?) col Pepe (che fà un percorso diverso).
Come ieri i simpatici ragazzi di Sesto Senso non sono in giornata, peccato.
Protesta fuori tempo massimo ed abbuffata al pasta party, che voler di più?
Finalmente regatiamo al livello del nostro rating (ovvero arriviamo fisicamente davanti alle barche più lente), un settimo over all (secondo di raggruppamento) lo dimostrano.
Abbiamo ancora praterie di miglioramento ma ora si distinguono i sentieri da percorrere.

Marco

Vela Novello e Castagne

http://www.achab-yachtclub.it/act/news/Detteventi.asp?id=156&ind=eventi

http://www.achab-yachtclub.it/act/news/Detteventi.asp?id=156&ind=eventi

12 Novembre 2011, Ostia

Novello e castagne, seconda edizione.

Stavolta c’ero.

Eccoci di nuovo tutti qui di sabato mattina ma stavolta in regata.

Il circolo Achab ha organizzato questa simpatica iniziativa che ci permette di giocare ancora una volta alla vela.

Il percorso è articolato e fantasioso, utilissime le bottiglie di vino offerte all’iscrizione: sobri non saremmo mai arrivati al traguardo seguendo il percorso correttamente.

Usciamo spinti da un venticello di tramontana sporca poco oltre i dieci nodi che andrà a calare verso mezzoggiorno.

Vento da nord qui significa zero onda e non è un brutto andare visto che il sole è caldo ma è sempre novembre e bagnarsi non è un piacere.

Partenza unica (siamo oltre di venti divisi in due raggruppamenti), facciamo un bel allenamento e siamo quasi sulla linea allo start.

Viriamo subito e prendiamo il lato destro.

Il percorso fantasioso ammazza gli spazi del tattico ma ci stà.

Zig, Zag, issa, abbatti, ammania senza soluzione di continuità: le manovre cominciano a girare benino.

Finalmente regatiamo al nostro livello e gli sforzi si vedono.

La classifica dice settimi (quinti di raggruppamento) ma ci mettiamo dietro qualche volpone ed il morale è alto.

Il buffet è all’altezza della fama del circolo ospitate, il vino buono e le castagne perfette.

Torneremo volentieri per la terza edizione.

Marco

XXXI Campionato invernale di Roma, prima giornata

30 ottobre 2011, Fiumicino

Io non c’ero.
Ok come informazione è poco significativa per voi ma per me è determinante.
Un bel venticello da 110° -> 160° altalenante tra 5 e 10 nodi ha battezzato il campionato invernale 2011-2012.
Il campo di regata è un tributo ad Escher con un totale di cinque boe che diventano sette con il cambio di percorso e NOVE se contiamo anche battello Giuria e boa d’arrivo!
Oltre 100 barche scaglionate in 4 (?) partenze e tre percosi uno spettacolo per chi si fosse affacciato dal pontile di Ostia in questa calda ed assolata giornata di tarda estate.
Un saluto speciale a BBJ che torna in regata dopo una troppo lunga assenza.
Appuntamento sabato 12 per “novello e castagne”

Marco

Sett. Velica Ponziana 2011

08.07.2011 Fiumara
Altro giro altra Ponza, è la quarta o quinta volta che ci passo nel 2011 ma stavolta è diverso: stavolta sbarco.
Sono mesi che l’organizzazione degli autodidatti prepara questa spedizione, finalmente ci siamo.
Molti protagonisti annunciati come Mr Trappola, Pachi e Claudia (per non parlar di barche ed armatori) si sono persi per strada ma ci siamo.
Appuntamento al concerto dell’Achab il venerdì sera con Arturo, Paola, Paola, Ludovica scortata da papà Fabio, Livia e gli amici di Quasar.
Si mangia, ci si accorda sugli ultimi dettagli e ci si dà appuntamento per l’indomani alle nove a largo del porto di Ostia.
La sveglia del giorno nove è pesante, pesantissima. Prenderla a cuscinate è vano e mi alzo.
Giro delle sette chiese per recuperare le ragazze ed arriviamo alla Teknomar dove ci aspetta Solange col motore acceso: partiamo subito.
Nove presenti: Arturo, Paola M, Paola R, Livia, Alessandra, Raffaella, Ludovica (che salterà a bordo di Quasar), il Varecchina detto Claudio e Marco (che sarei io).
Ci aspetta uno scirocco moscio ed un’onda vecchia e rompiscatole: ovvero quasi il peggio che potesse capitarci.
Cominciamo con un bordo mure a sinistra per allontanarci dalla costa e dalle onde più ripide, il mal di mare colpisce un pò tutti ma infierisce duro sulla povera Livia.
Ad otto miglia dalla costa si fà chiaro che la situazione non migliorerà, anzi.
Decidiamo di rientrare e lasciare a terra i più sensibili.
Ripartiamo solo alle 17 senza Claudio e Livia che ci raggiungeranno con l’aliscafo.
Ci attende un’interminabile traversata senza vento (sempre sul naso cmq) e con il motore che non prende giri a causa del classico, imprevedibile, minuscolo, stramaledetto, str…issimo bulloncino che decide di rompersi nel momento peggiore.
Sbarcheremo a Ponza solo alle 19 del giorno 10 appena in tempo per presenziare alle cerimonia di apertura della manifestazione con, nelle orecchie, svariatissime ore di motore al minimo. Quasi torno in analisi per uscirne.
Tormentone del viaggio la domanda: “quanto manca?” e l’immancabile stima in risposta: “una decina di ore”.
Ritroviamo la povera Ludovica ospitata e coccolata su Quasar (e lei la sua borsa rimasta su Solange) assieme a Claudio giunto otto ore prima di noi via aliscafo.
Dopo saluti, benvenuti, baci ed abbracci vari andiamo a dormire sfiniti, straniti e nervosissimi.
Il lunedì mattina è uno spettacolo di sali, scendi, imbarchi e sbarchi. Da Quasar scendono amici e parenti e saliamo in quattro: Paola M, Paola R detta Lei, Ludovica ed Io per aggiungerci a Fernando, Antonio S detto Totò ed Adriano per formare l’equipaggio da regata.
Su Solange scende Raffaella (che deve rientrare a Roma per lavoro) e salgono i componenti ‘indigeni’ del comitato di regata.
Finalmente si salpa per la cala del Cuore (o Core?) da cui partiamo, non prima di aver fatto un bagno, alla volta dello scoglio della Botte (boa naturale del percorso).
“Naturalmente” il vento è di scirocco e scarso, manco a dirlo una rotta di bolina larga lemme lemme modello corsa dei cani paralitici.
Saliamo per poter mettere gennaker fiduciosi di addentare la flotta delle barche più grandi che ci è scappata in avanti ma la luna nera non è tramontata: si apre il moschettone della drizza (l’unica drizza di spi) e siamo condannati ad una regata a vele bianche.
Unica nota positiva: ho personalmente incoccato e verificato la drizza; ammetto che se lo avesse fatto qualcun altro nessuna delle sue assicurazioni mi avrebbe veramente convinto.
Ultimi e parentesi acrobatica di Paola “Lei” per recuperare la drizza prima del rientro in porto, almeno uno di noi si è divertito.
Rapidissima doccia (praticamente un gavettone per me) e cena a tappe tra il pasta-party ed uno splendido gelato.
Ci ritiriamo nei nostri lettini un pò mogi ma molto più sereni.
Martedì sveglia anticipata per arrivare entro le dodici alla partenza dall’altra parte dell’isola; percorso odierno intorno a Palmarola ed arrivo al porto di Ponza.
CHIARAMENTE il vento è un maestrale e siamo costretti a bolinare fino a Palmarola ma, FINALMENTE, possiamo scendere di spi fino a Punta della Guardia.
E’ la giornata di Paoletta M che mettiamo allo spi nella vana speranza di un suo concentrato silenzio.
Non la teniamo zitta nemmeno un minuto ma con la vela lavora bene, magari tra un ecennio o due potremmo riprovare l’esperienza.
Davanti al faro abbattiamo e, con la solita manovra Silvan, ammainiamo spi per issare gennaker.
La mossa è vincente: raggiungiamo il gruppo impantanato nel doppiaggio delle formiche e li superiamo d’abbrivio sulle ali di una immotivata euforia.
La bolina verso l’arrivo è spensierata o, almeno, lo è fino al momento in cui ci rendiamo conto che la linea d’arrivo è “al contrario”: boa a sinistra e comitato a destra.
Tempesta di cervelli, dilivio di interpretazioni, piovaschi di opinioni per decidere (correttamente) di attenersi alle istruzioni e girare intorno alla barca comitato prima di tagliare il traguardo.
A cena la spiegazione: la barca ha spedato fino a derivare nella posizione in cui l’abbiamo trovata. Cose che succedono quando il fondale è notevole.
Ceniamo “a casa di Assunta” splendido ristorantino arroccato sull’Adamello (almeno così mi è parso). Le simpatiche cameriere devono aver fatto voto el silenzio perché non rispondono alle mie richieste in tedesco, sorridono e servono un soddisfacente menù fisso.
Alcuni scalano a piedi altri spendono quattro santissimi euro di taxi.
La labirintica discesa meriterebbe un capitolo riservato che forse prima o poi scriverò.
E siamo a mercoledì: periplo orario dell’isola da e per la cala del Core spinti da un inatteso scirocco frizzante.
La prima parte scorre senza colpi di scena fino al momento in cui avvistiamo il gommone del cancello SOPRAVVENTO a noi: orzatona con lo spi e passiamo praticamente sopra i due poveri ufficiali di regata … GOOOOOAAAAALLLLL!!!
Il vento rinforza incuneandosi nei canaloni dell’isola rendendo la bolina inisidiosa.
Ma … quando il gioco si fà duro i duri cominciano a giocare, nello specifico Adriano si sveglia dal torpore e prende il controllo della randa evitandoci fastidiose straorze.
Sull’arrivo superiamo un fanciullo equipaggiato vascello che, impruentemente, cerca di dare spi di traverso stretto.
Ultimo arrivo con abbattuta e fine dei giochi.
Mentre (dispiaciutissimi ;-D>) facciamo il bagno già prendiamo accordi per ritornare nel 2012 (così se il mondo finisce possiamo scappare in barca).
Purtroppo (o per fortuna) la prevista regata goliardica del Trinchetto viene annullata causa avverse condizioni meteomarine e ci affrettiamo a salpare verso Fiumicino prima che il previsto brutto tempo ci raggiunga.
Inutile dire che, dovendo andare a nord, il vento ora tira da maestrale e che le onde generate dalla perturbazione sulla Sardegna ci sbattono un bel pò.
Impieghiamo 18 ore allietati dalla visita dei delfini e dallo spettacolo del sole che tramonta come a dare il cambio ad una luna pienissima che sorge da dietro il Circeo.
Fratello sole ricomparirà la mattina seguente proprio quando stiamo per affrontare (non senza qualche timore) la nostra croce e delizia: la barra.
Per chiudere una parola: torneremo.

Marco

VelaEstate 2011

Fiumara Grande sabato 12 giugno 2011: altro giro altra corsa;

O, meglio: altro giro altra Ponza!

Si riparte con Quasar assieme a Paola, Fernando, Adriano, Antonio, Alberto e Giulio (Tu).

Un venticello da nord ci spinge verso l’isola sempre sfiorata ma mai conquistata.

Subito dopo il disimpegno alziamo di spi cercando di guadagnarci il largo per anticipare il giro di vento.

Tira, molla, impreca e la barca si avvia.

L’atteso rinforzo arriva nel pomeriggio aiutandoci a mantenere il passo con la flotta delle barche più grandi.

Purtroppo, proprio mentre duellavamo a distanza con Margherita, esplode il bozzello del braccio costringendoci a sostituire il grande spi bianco con il coloratissimo gennaker.

Cavalchiamo l’onda ed maestrale montante talmente bene che un gruppetto di stenelle viene a giocare con noi, la cigliegina sulla torta.

Proprio mentre sorge dal mare l’isola sempre ritrovata (pensavate che scrivessi perduta, eh) il vento, girato al traverso, comincia a metterci in difficoltà causando qualche straorza di troppo.

L’espediente di srotolare un metro di genoa rimanda ma non risolve il problema, dobbiamo ammainare e prepararci a doppiare Palmarola con le sole vele bianche.

Non nuovo ma sempre bello il tramonto sul mare col sole che fà cu-cù tra le cime di Ponza.

Dieci ore, un buon tempo considerando che lo scorso anno dopo ventitrè eravamo ancora più indietro.

Finisce il giorno e comincia la bolina (che durerà diciotto ore). Nemmeno un paio di delfini curiosi nascosti nel buio riescono a ridestare il nostro umore.

Unica nota positiva: il terrore di noi tutti (l’alba nelle piatte davantio al Circeo) è stato evitato.

Troppo troppo abbiamo bordeggiato davanti alla maga durante la Roma per tutti e l’Asteria per farlo di nuovo.

Doppiato capo d’Anzio è tutto un costa costa (noto anche come bordo a Telline) fino al molo di Ostia.

Lemmi lemmi risaliamo fino al traguardo già rivolti ai prossimi impegni che, manco a dirlo, passeranno per Ponza :-D>

Marco

FOTO:

www.ventocaldo.it/webalbum

FILMATI:

http://www.youtube.com/watch?v=G2t0DYMC7kc

http://www.youtube.com/watch?v=igxN-keQ05g

http://www.youtube.com/watch?v=0INJzJxr1Uw

http://www.youtube.com/watch?v=c8qfo0eYg44

http://www.youtube.com/watch?v=UEzqtKwurhE

http://www.youtube.com/watch?v=enxs46mAyO8

http://www.youtube.com/watch?v=x4HhBF354HQ

http://www.youtube.com/watch?v=hDbPG4o_gbM

http://www.youtube.com/watch?v=aew2bYrBAe8

http://www.youtube.com/watch?v=HHioqk2wloI