TerraVento Cup 2012
Pubblicato da marcovela
Porto di Ostia ore 21.30 del giorno 10.05.2012 è qui comincia l’avventura.
Comincia che arrivo trafelato dal’ufficio con 90 NOVANTA minuti di ritardo, talvolta mi chiedo se lo fanno apposta.
Al porto trovo Paola, Arturo, Fernando e Federico che mi aspettano per concordare gli ultimi punti, Fernando è pittorescamente calzato ma questa è un’altra storia.
Poche chiacchere, un paio di bicchieri della staffa e ci ritiriamo sulle nostre barche (Solange di Arturo, Quasar di Fernando ed Adriano, Jolly Brise di Federico e Malandrina).
Il fiume sembra un laghetto alpino o, per i più poetici, uno specchio. Un cafon-pescatore scorrazza in su ed in giù ma poi si calma e Morfeo ci abbraccia.
Ore 5.30 circa la sveglia ed all’equipaggio (Arturo, Paola, Marco) si aggiunge Ivana di cui avrò modo e maniera di raccontare.
SI PARTE!!!!
Prendiamo il mare con gli occhi ancora socchiusi ed il cuore che si spalanca, dopo i primi contatti via radio ci avviamo: gli altri escono dal porto in formazione poco dopo.
Poco vento vagamente di bolina, per buona parte ci aiutiamo con il motore, non è un gran trasferimento ma svolge la sua funzione: scarica dalle ruggini quotidiane.
Sbarchiamo A Terracina che è quasi sera ma il miracolo è fatto, è sorto un sorriso, è nato un equipaggio.
Guardo nelle barche del gruppo e vedo lo stesso piccolo miracolo.
Manuela ci raggiunge appena in tempo per la prima prova a terra: la PASTICCERIA!
Guidati dall’esperto comandante assaltiamo una piccola bottega dei vizzi.
Come novelli Ulisse scappiamo da questo paradiso sfruttando una coincidenza temporale: il negozio chiude e ci buttano (dolcemente) fuori.
Facciamo rotta per la cena degli equipaggi recando seco un dolce segreto (un vassoio di pasticcini).
La cena è allegra ed alcolica ospitata in una location che … che nemmeno quelli del Rotary :-D>
Siamo tanti e (quasi) tutti carichi di quella gioiosa voglia di regatare in scioltezza che difficilmente si trova nei circoli velici così pieni di rissosità e competizione (questa descrizione è autobiografica anzi che no).
Nanne in darsena a pacchetto con Quasar alle prese con un problma alla pompa dell’acqua dolce (in breve puzzano) che risolveranno solo l’indomani appena in tempo per prendere la partenza (puzzolenti ma sereni).
Attendiamo (NON) pazienti l’arrivo dei ritardatari e partiamo (io ne approfitto per fare un bagno nell’acqua blu).
Scegliamo una soluzione un pò controcorrente: usciamo dal golfo con un lungo bordo mure a sinistra per andare alla ricerca del vento pulito per poi lanciarci nel bordone mure a dritta.
Il gioco sembra premiarci con un progressivo girasole ma … troppa grazia Sant’Antonio il giro a destra non si ferma permettendo ai nostri avversari di risalire, peccato.
Assistiamo impotenti al calar del veto ed allo scadere del tempo massimo col pensiero all’ora di ritardo con cui siamo partiti.
Poi ci ricordiamo che lo scopo era star in compagnia e mangiar bene e torna il sorriso.
Sbarchiamo non senza qualche patema al porto nuovo e ci ricongiungiamo ai vecchi ed ai nuovi amici, Argentovivo non è riuscito a raggiungerci ma l’avevamo meso in conto.
Cena, premiazione, biliardino, fuochi d’artificio, qualche accenno di danze e ci ritiriamo nella nostra tana galleggiante assieme ad una dolce scampata-naufraga: Claudia.
L’idea originale era quella di ospitarla solo per la notte poi …. alle sei non si è svegliata …. praticamente una versione scespiriana del ratto delle sabine.
Salutiamo Ventotene mentre brillano i primi raggi del sole e svaniscono le untime ombre dela notte …. tradotto: c’è una guazza pazzesca.
I nostri amici del convoglio spingono sull’accelleratore verso il benzinaio di Nettuno (evidentemente rinomato per il profumo dei suoi carburanti) mentre noi procediamo in sicurezza e comodità col solo genoa sul passo dei 5 nodi.
La non-naufraga si sveglia e ci alterniamo in sei nella conduzione del vascello tra le onde di poppa.
E’ un bel navigare di conserva, il tempo è buono ed invita al riposo MA attenti alle cozze!!
Visto che all’andata non abbiamo avuto problemi al ritorno non potevamo non trovarci in rotta con entrambi i campi, con un numero infinito di gavitelli, pedagni e quant’altro di aggirabil.
Quando siamo sul viale di casa (Torvaianica ndr) riusciamo ad avere notizie delle altre barche in trasferimento: Quasar, Jolly Breeze e Malandrina sono rientrate senza problemi cavalcando il vento al largo, non eravamo in pensiero per loro.
Ci rilassiamo molto quando riusciamo ad avere notizie confortanti di altre barche piratescamente non attrezzate, andar per mare è bello ma in sicurezza.
Il mare è un’amico scorbutico e potente, amabile e misterioso: navigare senza le dotazioni, senza radio o senza un motore ausiliario efficente è stupido oltre che pericoloso.
Una barra fastidiosa di traverso ci ha accolto sull’uscio di casa, una specie di Argo liquido.
Cena in barca, sauti ed abbracci poi … rompete le righe :-(>Quando si riparte? Sono già in astinenza!!E non sono il solo, anche il personaggio della immancabile rubrica “io lo conosco” sente già la mancanza delle onde, chi è? … un attimo di pazzzienzzza.
Io la conosco, è amica mia … io conosco Ivana “fonte di energia”.
L’ho conosciuta venerdì mattina quando è balzata a bordo che il sole faceva capoccetta ed ho subito capito che non è il tipo che passa inosservato.
Ivana è una costanza, una presenza ed una fonte inesauribile di energia, con lei non ci si annoia e non ci si abbatte.
Se c’è poco vento sostiene le conversazioni se il vento fischia lei ruggisce e rasserena la ciurma.
E’ bello averla a bordo ed infatti non ce la faremo sfuggire.
Marco
Foto su http://www.ventocaldo.it/webalbum/thumbnails.php?album=73
7° Trofeo Freddy, Argentario
Pubblicato da marcovela
Cala Galera 21.04.2012
Ore 7.25 di sabato mattina, sono quasi pronto e già suona il citofono: Edoardo è arrivato.
L’avventura comincia con un interminabile viaggio in auto ma ne vale la pena.
Porto Ercole è proprio bello ed il mare ancor di piu ma … c’è sempre un ma.
La fortuna a disposizione la consumiamo tutta nella composizione dell’equipaggio che sarà composto da:
Edoardo, Federica, Manuela, Marco, Giulio e Marco.
Siamo meno favoriti nella designazione della barca: ci tocca ita 40; antica guerriera che ha vissuto primavere migliori.
Dopo le burocrazie di rito ci mettiamo al lavoro per armarla, tanto lavoro.
Prendiamo il mare con qualche difficoltà e raggiungiamo il campo di regata giusto in tempo per essere traditi dal fulcro (leggi agugliotto).
Il cardine della barca cede ed il timone è inservibile, la ritirata in porto è d’obbligo.
Seguono ore terribili in cui solo l’energia e la gioiosità di questo splendido gruppo permettono di resistere.
Nemmeno cinque ore di poco o nulla sul molo e rientrano gli altri, ci si avvia all’agognata doccia ed alla cena.
Durante la serata conviviale ci opponiamo ad ogni soluzione che comporti la diaspora dell’equipaggio, è nato un gruppo.
La mattina di domenica tre loschi figuri si aggirano in banchina indaffarati a trafficare intorno ad uno scafo blu.
Non è il Britannia ma funziona tutto.
E finalmente prendiamo maestosamente il mare trainati da un’altra barca dotata di motore (motorino sarebbe più adatto come termine), scansiamo insidiose barche ormeggiate e VIA!!
Seguono due regate sincere e appassionate, ricche di momenti esaltanti e momenti di sconforto.
Il giorno di ritardo si sente, per noi è la prima uscita insieme, ma riusciamo a non dimenticare che è un gioco e che siamo lì per divertirci.
Miracoli della vela: non ci conosciamo ma siamo già amici.
Rientriamo felici e, forse per colpa del mare, con una sete di vela rinnovata.
Per la scelta del personaggio della rubrica “io lo conosco” sono stato molto combattuto, alla fine ho scelto.
Io conosco Marco Argentovivo Priori, è amico mio.
L’ho conosciuto il 21 aprile a Cala Galera e, da allora, non è stato un attimo fermo.
Marco non ha un ruolo fisso in barca, ha un ruolo primario. Salta da un punto ad un’altro spinto da un grande desiderio di partecipare, di fare.
Si capisce che non è spinto da sfiducia negli altri o da gesti di primadonna, affatto, è un attivo, un volitivo; fermatelo e sfiorirà.
E’ facile essre contaggiati dalla sua voglia di fare e dal suo entusiasmo. Difetti? Quando li scopro … mica vengo a raccontarli a voi :-D>
Cmq domani usciamo in barca insieme.
Marco
foto su:
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XXXI Campionato invernale di Roma, ultima giornata
Pubblicato da marcovela
XXXI Campionato invernale di Roma, decima giornata
Fiumicino 11.03.2012 campo unico
Un bel vento freddo da nord ci aspetta per l’ultima giornata di campionato.
15-20 nodi da 040 a calare per la prima (ore 10.30 ca) 10-15 a salire da 290 per la seconda (ore 14 ca).
All’appello hanno risposto: Fernando, Adriano, Paola, Antonio, Giulio, Fabrizio, Marco e ’special guest’: Filiberto.
Partiamo lungolinea sulla sinistra e teniamo questo lato memori delle prove di novembre.
La flotta (per nostra fortuna) si lascia ingolosire dal bordone a sinistra e le parti si invertono, stavolta siamo noi ad entrare in boa a cavallo del refolo giusto.
Scendiamo di poppa tenendo lo stesso lato del campo e, sopratutto nella seconda poppa, beneficiamo del vento prima di chi tenta la carta “a mare”.
Brivido in arrivo con ingorgo ma ne usciamo quasi puliti.
La seconda regata si trasforma presto in una corsa dei cani dritta per dritta in cui 1Fun dà il meglio di se e nulla resta agli altri.
Un abbraccio ai nostri amici/avversari di Jolly Breeze e di Pepe che la sfortuna ha preso di mira.
Ed ora:
Io conosco Adriano Vololeggero Urcioli, è amico mio.
Non puoi dire di aver conosciuto Adriano se non vivi con lui un groppo in mezzo al mare: è in queste condizioni che dà il meglio di se.
Adriano ‘galleggia’ sugli stress del mondo senza che questi facciano presa su di lui.
Ma è proprio questa serenità che gli permette di affrontare e gestire le situazioni critiche, è uno spettacolo vederlo fumare sereno al timone mentre onde giganti (evidentemente fondamentaliste antifumo) cercano di spegnergliela.(RomaxTutti 2011)
Una precisazione riservata a chi non lo conosce: ho scritto spensierato non imprudente.
A presto amici, il calendario dice che la stagione delle lunghe è cominciata.
Marco
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XXXI Campionato invernale di Roma, ottava giornata
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XXXI Campionato invernale di Roma, nona giornata (contando la data soppressa per neve)
Fiumicino 04.03.2012 Percorso a quadrilatero
Partiamo dalla notizia positiva: la barca vola, una splendida lama che sembra pattinare sull’acqua quando gli altri annaspano.
Partiamo malissimo (6-7 minuti di ritardo contando il 720° conseguenza di un urto in partenza) e dopo due miglia di bolina siamo con gli altri, impressionante.
Nel primo lato del quadrato ci ‘incastriamo’ sotto Malandrina ed è l’inizio della discesa.
Alterniamo momenti di incredibile passo a fasi di dispersione.
Il monster, nelle sue condizioni, è vincente: un’ottima notizia per la stagione delle lunghe.
Chi è il personaggio della settimana?
Io lo conosco Antonio “Noncèfretta” Sparla, è Amico mio.
Personaggio caratterizzato da un misterioso e variopinto passato che ricorda la canzoncina della tartaruga (http://www.youtube.com/watch?v=s5uvf-KGZkQ) con una variante rosa che non starò qui a svelare.
Tailer di lunga esperienza ed armatore del anfilo Tomo III (no, non manca una “P”, manca lo spazio sulla barca per scriverla) è colonna su Quasar prima e FisrtFun poi dalla stagione scorsa.
Il suo stile ad alta affidabilità lo rende un compagno ideale per le ‘lunghe’ che (guardacaso ;-P>) sono in calendario tra la primavera e l’inizio dell’estate.
Vi aspetto tutti martedì per la serata autodidatti.
Marco
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XXXI Campionato invernale di Roma, settima giornata
Pubblicato da marcovela
Fiumicino 19.02.2012 campo unico
Finalmente si torna in regata, quasi non mi ricordo più quando è stata l’ultima uscita prima di ieri.
Il cielo è strano ma le previsioni nere della settimana sembrano fugate.
Oggi abbiamo con noi Arturo che si aggiunge ai ‘classici’ Fernando, Adriano, Fabrizio, Giulio, Paola, Antonio e Marco.
Partiamo con 10 nodi da 140° che arriveranno a superare i 15 prima di girare e dissolversi dapo mezzoggiorno.
Start in barca lanciati e virata: scegliamo decisi la parte destra del campo.
La barca ha un passo eccezionale e ci salva, l’aspettato giro a destra ritarda anzi ridonda.
In questa fase abbiamo un brutto incrocio con Gastone di cui scriverò a parte, Sandro è un signore e la pioggia di meritati insulti ci è risparmiata.
Un pò scossi scendiamo in poppa nel gruppo non senza qualche imperfezione nelle manovre.
In poppa anticipiamo l’issata del fiocco per essere più agili in boa ma rimaniamo intruppati all’esterno ed una mandria di mufloni ci calpesta, hai hai: ho ancora i segni degli zoccoli sulla schiena.
L’atteso giro a destra del vento ha un’improvvisa e notevole accellerazione, viriamo ma siamo sopra lay-line: guardo impotente la flotta che si infila da sottovento.
In boa optiamo per una scelta a sorpresa: abbattuta a vele bianche ed issata spi mure a sinistra.
Nonostante alcuni annodamenti la manovra ci permette un buon guadagno e puntiamo verso il traguardo con un’andatura di traverso stretto.
Ormai siamo preparati e, quando il vento “scarta” nuovamente a destra anticipiamo la poggiata evitando i numeri che frenano altri concorrenti.
L’ammainata di spi è più pittoresca che perfetta (siamo costretti a filare per occhio il braccio) ma alla fine ne usciamo.
All’arrivo undicesimi in reale, quindicesimi in compensato e quarti di raggruppamento. Per la classifica generale toccherà aspettare il circolo (www.cvfiumicino.it) anche perché con questa scatta lo scarto.
Ed ora la rubrica più attesa: “io lo conosco” che, carpe diem, oggi non è dedicata ad un membro stabile dell’equipaggio ma ad personaggio che, nel bene o nel male, è sempre “a bordo”.
Io conosco Arturo Bruni, è amico mio.
Che dire del giudice nazional popolare più amato dalle italiane?
Per aggiungere qualcosa posso solo rivendicare il suo ritorno all’attività agonistica (allego prove multimediali).
partenza Trofeo Asteria
e
Arturo torna ragazzo
Un minuto all’ultimo minuto a tutti ed appuntamento alla prossima.
Marco
foto su:
http://www.ventocaldo.it/webalbum/thumbnails.php?album=70
XXXI Campionato invernale di Roma, sesta giornata
Pubblicato da marcovela
XXXI Campionato invernale di Roma, sesta giornata
22.01.2012 Fiumicino campo unico
Moderatamente ottimista.
Dopo una giornata caratterizzata da condimeteo complesse per non dire difficili (16-18 nodi da est con onda rotta e ripida) mi sento di dire che sono moderatamente ottimista.
L’equipaggio ha retto bene ed i risultati verranno, stiamo invertendo il trend.
L’allenamento di sabato ci aveva illuso con condizioni ideali per un pic-nic in mare.
Fernando, Fabrizio, Antonio, Paola, Giulio, Marco, l’ormai fisso Luca e la nuova speranza Federico ad incrociar tra le boe con una flottiglia di amici ed avversari tra un panino ed un raggio di tiepido sole.
Un bel cielo coperto ci aspettava invece domenica (e ci ha anche detto bene visti gli avvisi di burrasca in Toscana, Sardegna e Campania).
Siamo (da pua a poppa): Luca, Giulio, Marco, Paola, Marco, Antonio, Fabrizio, Fernando; assente giustificato Adriano.
Optiamo per un bordo a destra nato subito malino a causa di una partenza un pò intruppata (ma poteva andare peggio).
Il tracciato (che trovate nel webalbum) comincia quasi a metà bolina ma sembra indicare un momentaneo giro a sinistra che, sinceramente, non ricordavo.
Teniamo il centro del campo per non perdere contatto con il grosso della flotta che è andato a sinistra ed arriviamo in boa senza capire chi e quanti siano davanti. L’impressione è di aver perso sia da quelli di dx che da quelli di sx.
La prima poppa è una carambola continua a causa delle onde e, dopo un’abbattuta ciccata, siamo costretti a finirla di fiocco.
Memorabile il primo “boma in acqua” di 1°Fun gestito senza patemi e senza contusi.
In boa un incrocio (si fà per dire) fastidioso che meriterà un discorso a parte.
Per la seconda bolina scelgo nettamente la destra (dopo una bordo di disimpegno) in attesa di quel giro che arriverà netto solo durante la poppa.
In boa riusciamo a giostrarci abbastanza bene da un groviglio di barche di varia stazza causato dalla corrente e dalle scarse capacità di ripartenza di queste barche (e di questi equipaggi) in condizioni d’onda.
Ultima poppa più serena e veloce con arrivo di bolina “in gruppo” non privo di qualche incrocio pericoloso (raggiungiamo i crociera che hanno un percorso ridotto).
Del “sorriso” apertosi sullo spi accenno appena, non dovrebbe succedere ma succede in condizioni simili.
Ed ora la rubrica “io lo conosco”.
Io conosco Fernando “o cauteloso” Pera, pluri co-armatore con la passione per il numero 35 di piedi e pluridecorato velista di Fiumicino.
Lo conosco da quando un personaggio leggendario della veleria mondiale (tale Mr Trappola) me lo presentò in una calda giornata di settembre, correva l’anno duemila e dieci circa.
Ho imparato a conoscerlo durante il trionfale XXX campionato invernale di Roma e, sopratutto, durante la lunga estate delle lunghe in cui la capacità marinara prevale su quella velistica.
Ebbene si, Fernando non è fatto per il corpo a corpo, ama troppo la sua barca ed è facile capirlo. Prima regola: “evitare ogni rischio di contatti”, come dargli torto?
Ricordo una frase di mio zio che mi faceva scuola guida: “lasciagli lo spazio di fare stronzate, non dar per scontato che LORO sappiano guidare”. Niente di più vero.
Oggi Fernando capitana con Adriano una nuova splendida avventura a cavallo di un missile chiamato First Fun perché crogiolarsi nel successo è bello ma rimettersi in gioco … è da uomini.
Lipari prepara il Gran Pavese che a Pasqua arriviamo.
Marco
NB. Con il soprannome “o cauteloso” un tale Alain Prost si è vinto QUATTRO mondiali di formula 1 (il riferimento al nome della barca NON è casuale)
Foto nella sezione webalbum di www.ventocaldo.it
XXXI Campionato invernale di Roma, quinta giornata
Pubblicato da marcovela
Fiumicino 08.01.2012 Quinta di campionato
Privi delle nosre valchirie usciamo dal porto con la seguente formazione (da prua a poppa)
Giulio (promosso n.1), Luca (new entry), Marco, Edoardo (new entry), Antonio, Adriano (avanzato), Fabrizio (al battesimo come randista), Fernando (confermato).
Il vento dichiarato dalla giuria è 030, una decina di nodi.
Le previsioni annunciano un giro a destra ma l’istinto (e la flotta dei regata) ci spingono a partire sulla sinistra del campo.
Luca dirige bene e facciamo un’ottima partenza in boa lanciati, un bel primo bordo che dobbiamo interrompere per andar a chiudere la flotta che si è diretta sulla destra.
Incrociamo davanti ad On Hair e Sesto Senso ma ci allunghiamo troppo ed un deciso giro del vento a sinistra ci taglia fuori.
Per girare la boa siamo costretti ad allungare molto finendo nell’area con poca pressione.
E’ l’inizio della fine, la ruggine si fà sentire e non ne azzecchiamo una. Urge più allenamento.
Ed ora l’attesa rubrica “io lo conosco, è amico mio”.
Giulio “Tu” Tirabassi, io lo conosco, è amico mio.
Siamo amici sin da quando Giulio “er monolito” Pierpaoli lo condusse da me, giovane ed innocente, per farlo diventare uomo.
Acqua, vento e mesi sono passati da allora, egli è ancora giovane ed innocente ma con la dura scorza del marinaio in ricrescita.
Non lontano è il giorno in cui sarà appellato come “Doc” Giulio e non più con il colorito ma lievemente impersonale “Tu”.
Eppure per me rimarrà sempre il timido ragazzo che, intimidito dai 30 umidicci, accettava riluttante il timone e non quello che, alla fine dello stesso turno, abbiamo dovuto staccare col raschietto dalla ruota che si riufiutava di rendere.
Ebbene si, lo conosco e spero di condividere con lui ancora molte miglia marine perche sarà anche “Tu” ma è una certezza.
Marco
foto su:
http://www.ventocaldo.it/webalbum/thumbnails.php?album=70
XXXI Campionato invernale di Roma, quarta giornata
Pubblicato da marcovela
XXXI Campionato invernale di Roma, quarta giornata
11.12.2011 Fiumicino campo unico
Meno di 10 nodi di vento da 145 sporchi con un’onda spezzata che rende tutto più difficile.
Regatatiamo sui buoni e sugli scarsi ma il risultato è pessimo.
La barca non prende il passo e finiamo sulla sinistra del campo che, col senno di poi, non ha pagato.
La seconda prova inizialmente annunciata è stata poi annullata per mancanza di vento.
Abbiamo preso un vicolo cieco come solo chi esplora praterie nuove può fare, ne faremo tesoro.
Il 2011 si chiude malamente ma … forse il 17 faremo la regata di beneficenza … magari chiudiamo col sorriso.
Ed ora la rubrica “io lo conosco”.
Io la conosco, conosco Paola “187″ Murasso indiscussa anima femminile prima di Quasar e poi di 1°Fun.
Leggera, distratta, testarda, chiaccherona, allegra, attenta (dicono) è cresciuta con la barca e con noi crescerà ancora.
Potremmo criticarla (e lo facciamo spesso) ma senza di lei questo progetto non sarebbe cresciuto e forse nemmeno nato.
Marco
Foto nella sezione webalbum di www.ventocaldo.it
Metti una giornata ad Anzio
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04 dicembre 2011, Anzio
Metti una giornata ad Anzio, metti che è giorno di regata, metti che l’equipaggio è rimediato, metti che ci sono 20 nodi con onda … e piove.
Innanzi tutto grazie ad Italo, Michele e tutto l’equipaggio di Gingerin’Up che, più o meno volentieri, mi hanno permesso di giocare al tailer su J24 ed a Fernando e Roberto che hanno condiviso questa avventura con me.
Il racconto comincia dal venerdì pomeriggio, risolti/dissolti gli impegni previsti per il fine-settimana si prospettavano due giorni di sonno e fancazzismo quando trilla il telefono: “Marco, Italo è da solo, ti và di regatare su Ginger domenica?”.
Come dire no? Ho detto si (volentieri).
Il reclutamento di un’equipaggio all’ultimora è un film sempre diverso con due finali possibili:
1> non trovi nessuno
2> ti danno disponibilità tutti all’ultimo e devi dire “troppo tardi” a qualcuno che, nel frattempo, ha litigato con moglie e figli o disdetto un biglietto aereo.
Domenica mattina alle ore 8.30 puntualissime sono intorno alla barca con: Italo, Alessandro, Fernando e Roberto.
Il cielo non promette nulla di buono mentre variamo la barca, siamo ancora speranzosi che il vento cali abbastanza da permetterci il genoa e lo spi.
Dopo un paio di ondate è chiaro che sarà una giornata di fiocchetto e sopravvivenza.
Alla fine saranno in pochissi a rischiare lo spi: spettacolare il lavaggio dello stesso (con albero compreso) di Djke.
Sportivamente parlando conteniamo le perdite e, in alcune fasi, andiamo anche benino.
Tra le avarie contiamo solo l’improvviso cedimento del moschettone del fiocco nella prima prova (sono curioso di verificare i tracciati per capire quanto c’è costato).
Meno fortunati altri equipaggi come il già citato Djke, 96° che ha rotto la randa o “qualcuno” di cui non faccio il nome che ha cercato di ‘alleggerirsi’ seminando parte dell’equipaggio in mare.
Per le classifiche : http://www.alturanzionettuno.it/files/2011/xxxvii/classifiche/j24/FR_04___.HTM
Ora la giovane ma ben nota rubrica “io lo conosco”.
Io lo conosco. Conosco Luca “Ingenier” Silvestri, lo conosco da quando solcava le limpide acque di Bracciano con la santa Coppa al seguito.
Ero presente quando (con la santa Coppa) muoveva i primi passi sul J24 all’ombra (e non è una metafora) del grande Ugo, quando vinceva le sue prime regate e quando cominciava a prenderci gusto.
L’ho salutato quando si mosse (con la santa Coppa) verso nuovi orizzonti e nuove sfide.
Ed infine l’ho visto perdere la testa (della classifica) che modestamente definifa “fortunosa” ma che tutti sanno frutto di cura maniacale.
Sarei tentato di svelare i segreti del successo di Luca ma … della santa Coppa ho già parlato troppo.
Marco
XXXI Campionato invernale di Roma, terza giornata
Pubblicato da marcovela
27 novembre 2011, Fiumicino
Ho pensato a lungo di intitolare questo pezzo: “cronaca di un annullamento annunciato” e forse lo farò.
Annunciato per noi che siamo usciti in allenamento sabato e che avevamo provato “con mano” il crollo del vento alla mezza.
Così è finita che siamo finiti tutti fuori tempo massimo, esclusi i primi classe regata (partiti prima) e tre ‘vele bianche’ che hanno un percorso diverso.
Peccato? Si e no. Diversamente de tutti gli altri NON eravamo primissimi anche se … piano piano camminavamo.
Partenza fortunata per gentile concessione dei vicini e splendida prima bolina corsa cavalcando i giri del vento.
Buona poppa con arrivo in boa mure a dritta ed ammainata spettacolare in abbattuta (vedi foto nella sezione webalbum).
Saliamo bene e di buon passo la seconda bolina ma … sulla sinistra del campo rimane più vento (al contrario di sabato) e in molti ci raggiungono (tra cui Sesto Senso).
La poppa si annuncia subito critica per mancanza di vento … infatti.
Le praterie di miglioramento ci sono ma le stiamo percorrendo di buon passo.
Ed ora una rubrica nuova nuova: “io lo conosco”.
Io lo conosco. Conosco Fabrizio “O Professore” Frioli prodiere di esperienza decennale che affronta ogni nuova avventura con la precisione dell’artigiano.
“Misura tre volte e taglia una” ha segretamente ricamato nel suo stemma.
Allattato sin da piccolo a WD40 è ghiotto di cimette, nastri adesivi multicolori e mollette che consuma nella sua cuccia a pruavia dell’albero.
Ascolta attento la chiamata (le fantasie) del tattico, socchiude gli occhi ed annuisce: problema risolto.
Dietro le palpebre l’idea ha preso forma di geometrie, azioni e colori che disegnerà al comando del timoniere.
Ma, c’è sempre un ma, una vena triste attraversa il suo volto nelle serate senza luna: Dumas, perché sei tu Dumas?
Marco
