VentoCaldo Blog

XXXI Campionato invernale di Roma, seconda giornata

Fà freddo, c’è il sole, zero onda ma fà freddo.
Usciamo dal porto infreddoliti da 15-16 nodi di un grecalaccio che il sole invernale non riesce a scaldare.
Dopo la buona performance di ieri siamo belli carichi e facciamo finta che un uomo in meno non sia importante.
La speranza bianca, il virgulto da crescere (leggi secono prodiere) ha avuto un problema logistico.
A saperlo prima …. amen, sono cose che succedono.
Durante il trasferimento verso la partenza decido che sostituirò direttamente io l’assente per non alterare gli altri ruoli e, più importante, colgo l’occasione per indossare i pantaloni ella cerata.
Continuo ad avere freddo ma la rugginosa schiena è protetta.
La linea non è perfetta ma non sono in molti a farci caso.
Partiamo un pò lenti ma riusciamo a districarci benino ed a prendere la destra del campo.
A rigore il bordo buono sarebbe quello di sinistra per anticipare la rotazione ad est ma ho visto più vento dall’altra parte.
Alla fine i pieni con i vuoti si compensano e giriamo la prima bolina in buona posizione, almeno credo: con il cambio di categoria sono saltati i riferimenti abituali.
Abbiamo ancora problemi di angolo di bolina ma ci stiamo lavorando.
La decisione di quale soluzione adottare in poppa è meno salda di quello che dovrebbe essere ma quando sale lo spi rosso e nero il lavoro di queste settimane si vede eccome.
Alla boa di poppa siamo un pò timidi ed un pirata si sente autorizzato ad infilarsi a cannone.
Qualche parolaccia, l’annuncio di una protesta ed un secchio di secondi persi: la prossima volta tengo il mezzo marinaio in coperta (anche una colubrina non sarebbe male).
Seconda bolina obbligata dal problema in boa, una splendida cavalcata in poppa e siamo sul traguardo al fotofinisch (come diavolo si scrive?) col Pepe (che fà un percorso diverso).
Come ieri i simpatici ragazzi di Sesto Senso non sono in giornata, peccato.
Protesta fuori tempo massimo ed abbuffata al pasta party, che voler di più?
Finalmente regatiamo al livello del nostro rating (ovvero arriviamo fisicamente davanti alle barche più lente), un settimo over all (secondo di raggruppamento) lo dimostrano.
Abbiamo ancora praterie di miglioramento ma ora si distinguono i sentieri da percorrere.

Marco

Vela Novello e Castagne

http://www.achab-yachtclub.it/act/news/Detteventi.asp?id=156&ind=eventi

http://www.achab-yachtclub.it/act/news/Detteventi.asp?id=156&ind=eventi

12 Novembre 2011, Ostia

Novello e castagne, seconda edizione.

Stavolta c’ero.

Eccoci di nuovo tutti qui di sabato mattina ma stavolta in regata.

Il circolo Achab ha organizzato questa simpatica iniziativa che ci permette di giocare ancora una volta alla vela.

Il percorso è articolato e fantasioso, utilissime le bottiglie di vino offerte all’iscrizione: sobri non saremmo mai arrivati al traguardo seguendo il percorso correttamente.

Usciamo spinti da un venticello di tramontana sporca poco oltre i dieci nodi che andrà a calare verso mezzoggiorno.

Vento da nord qui significa zero onda e non è un brutto andare visto che il sole è caldo ma è sempre novembre e bagnarsi non è un piacere.

Partenza unica (siamo oltre di venti divisi in due raggruppamenti), facciamo un bel allenamento e siamo quasi sulla linea allo start.

Viriamo subito e prendiamo il lato destro.

Il percorso fantasioso ammazza gli spazi del tattico ma ci stà.

Zig, Zag, issa, abbatti, ammania senza soluzione di continuità: le manovre cominciano a girare benino.

Finalmente regatiamo al nostro livello e gli sforzi si vedono.

La classifica dice settimi (quinti di raggruppamento) ma ci mettiamo dietro qualche volpone ed il morale è alto.

Il buffet è all’altezza della fama del circolo ospitate, il vino buono e le castagne perfette.

Torneremo volentieri per la terza edizione.

Marco

XXXI Campionato invernale di Roma, prima giornata

30 ottobre 2011, Fiumicino

Io non c’ero.
Ok come informazione è poco significativa per voi ma per me è determinante.
Un bel venticello da 110° -> 160° altalenante tra 5 e 10 nodi ha battezzato il campionato invernale 2011-2012.
Il campo di regata è un tributo ad Escher con un totale di cinque boe che diventano sette con il cambio di percorso e NOVE se contiamo anche battello Giuria e boa d’arrivo!
Oltre 100 barche scaglionate in 4 (?) partenze e tre percosi uno spettacolo per chi si fosse affacciato dal pontile di Ostia in questa calda ed assolata giornata di tarda estate.
Un saluto speciale a BBJ che torna in regata dopo una troppo lunga assenza.
Appuntamento sabato 12 per “novello e castagne”

Marco

Sett. Velica Ponziana 2011

08.07.2011 Fiumara
Altro giro altra Ponza, è la quarta o quinta volta che ci passo nel 2011 ma stavolta è diverso: stavolta sbarco.
Sono mesi che l’organizzazione degli autodidatti prepara questa spedizione, finalmente ci siamo.
Molti protagonisti annunciati come Mr Trappola, Pachi e Claudia (per non parlar di barche ed armatori) si sono persi per strada ma ci siamo.
Appuntamento al concerto dell’Achab il venerdì sera con Arturo, Paola, Paola, Ludovica scortata da papà Fabio, Livia e gli amici di Quasar.
Si mangia, ci si accorda sugli ultimi dettagli e ci si dà appuntamento per l’indomani alle nove a largo del porto di Ostia.
La sveglia del giorno nove è pesante, pesantissima. Prenderla a cuscinate è vano e mi alzo.
Giro delle sette chiese per recuperare le ragazze ed arriviamo alla Teknomar dove ci aspetta Solange col motore acceso: partiamo subito.
Nove presenti: Arturo, Paola M, Paola R, Livia, Alessandra, Raffaella, Ludovica (che salterà a bordo di Quasar), il Varecchina detto Claudio e Marco (che sarei io).
Ci aspetta uno scirocco moscio ed un’onda vecchia e rompiscatole: ovvero quasi il peggio che potesse capitarci.
Cominciamo con un bordo mure a sinistra per allontanarci dalla costa e dalle onde più ripide, il mal di mare colpisce un pò tutti ma infierisce duro sulla povera Livia.
Ad otto miglia dalla costa si fà chiaro che la situazione non migliorerà, anzi.
Decidiamo di rientrare e lasciare a terra i più sensibili.
Ripartiamo solo alle 17 senza Claudio e Livia che ci raggiungeranno con l’aliscafo.
Ci attende un’interminabile traversata senza vento (sempre sul naso cmq) e con il motore che non prende giri a causa del classico, imprevedibile, minuscolo, stramaledetto, str…issimo bulloncino che decide di rompersi nel momento peggiore.
Sbarcheremo a Ponza solo alle 19 del giorno 10 appena in tempo per presenziare alle cerimonia di apertura della manifestazione con, nelle orecchie, svariatissime ore di motore al minimo. Quasi torno in analisi per uscirne.
Tormentone del viaggio la domanda: “quanto manca?” e l’immancabile stima in risposta: “una decina di ore”.
Ritroviamo la povera Ludovica ospitata e coccolata su Quasar (e lei la sua borsa rimasta su Solange) assieme a Claudio giunto otto ore prima di noi via aliscafo.
Dopo saluti, benvenuti, baci ed abbracci vari andiamo a dormire sfiniti, straniti e nervosissimi.
Il lunedì mattina è uno spettacolo di sali, scendi, imbarchi e sbarchi. Da Quasar scendono amici e parenti e saliamo in quattro: Paola M, Paola R detta Lei, Ludovica ed Io per aggiungerci a Fernando, Antonio S detto Totò ed Adriano per formare l’equipaggio da regata.
Su Solange scende Raffaella (che deve rientrare a Roma per lavoro) e salgono i componenti ‘indigeni’ del comitato di regata.
Finalmente si salpa per la cala del Cuore (o Core?) da cui partiamo, non prima di aver fatto un bagno, alla volta dello scoglio della Botte (boa naturale del percorso).
“Naturalmente” il vento è di scirocco e scarso, manco a dirlo una rotta di bolina larga lemme lemme modello corsa dei cani paralitici.
Saliamo per poter mettere gennaker fiduciosi di addentare la flotta delle barche più grandi che ci è scappata in avanti ma la luna nera non è tramontata: si apre il moschettone della drizza (l’unica drizza di spi) e siamo condannati ad una regata a vele bianche.
Unica nota positiva: ho personalmente incoccato e verificato la drizza; ammetto che se lo avesse fatto qualcun altro nessuna delle sue assicurazioni mi avrebbe veramente convinto.
Ultimi e parentesi acrobatica di Paola “Lei” per recuperare la drizza prima del rientro in porto, almeno uno di noi si è divertito.
Rapidissima doccia (praticamente un gavettone per me) e cena a tappe tra il pasta-party ed uno splendido gelato.
Ci ritiriamo nei nostri lettini un pò mogi ma molto più sereni.
Martedì sveglia anticipata per arrivare entro le dodici alla partenza dall’altra parte dell’isola; percorso odierno intorno a Palmarola ed arrivo al porto di Ponza.
CHIARAMENTE il vento è un maestrale e siamo costretti a bolinare fino a Palmarola ma, FINALMENTE, possiamo scendere di spi fino a Punta della Guardia.
E’ la giornata di Paoletta M che mettiamo allo spi nella vana speranza di un suo concentrato silenzio.
Non la teniamo zitta nemmeno un minuto ma con la vela lavora bene, magari tra un ecennio o due potremmo riprovare l’esperienza.
Davanti al faro abbattiamo e, con la solita manovra Silvan, ammainiamo spi per issare gennaker.
La mossa è vincente: raggiungiamo il gruppo impantanato nel doppiaggio delle formiche e li superiamo d’abbrivio sulle ali di una immotivata euforia.
La bolina verso l’arrivo è spensierata o, almeno, lo è fino al momento in cui ci rendiamo conto che la linea d’arrivo è “al contrario”: boa a sinistra e comitato a destra.
Tempesta di cervelli, dilivio di interpretazioni, piovaschi di opinioni per decidere (correttamente) di attenersi alle istruzioni e girare intorno alla barca comitato prima di tagliare il traguardo.
A cena la spiegazione: la barca ha spedato fino a derivare nella posizione in cui l’abbiamo trovata. Cose che succedono quando il fondale è notevole.
Ceniamo “a casa di Assunta” splendido ristorantino arroccato sull’Adamello (almeno così mi è parso). Le simpatiche cameriere devono aver fatto voto el silenzio perché non rispondono alle mie richieste in tedesco, sorridono e servono un soddisfacente menù fisso.
Alcuni scalano a piedi altri spendono quattro santissimi euro di taxi.
La labirintica discesa meriterebbe un capitolo riservato che forse prima o poi scriverò.
E siamo a mercoledì: periplo orario dell’isola da e per la cala del Core spinti da un inatteso scirocco frizzante.
La prima parte scorre senza colpi di scena fino al momento in cui avvistiamo il gommone del cancello SOPRAVVENTO a noi: orzatona con lo spi e passiamo praticamente sopra i due poveri ufficiali di regata … GOOOOOAAAAALLLLL!!!
Il vento rinforza incuneandosi nei canaloni dell’isola rendendo la bolina inisidiosa.
Ma … quando il gioco si fà duro i duri cominciano a giocare, nello specifico Adriano si sveglia dal torpore e prende il controllo della randa evitandoci fastidiose straorze.
Sull’arrivo superiamo un fanciullo equipaggiato vascello che, impruentemente, cerca di dare spi di traverso stretto.
Ultimo arrivo con abbattuta e fine dei giochi.
Mentre (dispiaciutissimi ;-D>) facciamo il bagno già prendiamo accordi per ritornare nel 2012 (così se il mondo finisce possiamo scappare in barca).
Purtroppo (o per fortuna) la prevista regata goliardica del Trinchetto viene annullata causa avverse condizioni meteomarine e ci affrettiamo a salpare verso Fiumicino prima che il previsto brutto tempo ci raggiunga.
Inutile dire che, dovendo andare a nord, il vento ora tira da maestrale e che le onde generate dalla perturbazione sulla Sardegna ci sbattono un bel pò.
Impieghiamo 18 ore allietati dalla visita dei delfini e dallo spettacolo del sole che tramonta come a dare il cambio ad una luna pienissima che sorge da dietro il Circeo.
Fratello sole ricomparirà la mattina seguente proprio quando stiamo per affrontare (non senza qualche timore) la nostra croce e delizia: la barra.
Per chiudere una parola: torneremo.

Marco

VelaEstate 2011

Fiumara Grande sabato 12 giugno 2011: altro giro altra corsa;

O, meglio: altro giro altra Ponza!

Si riparte con Quasar assieme a Paola, Fernando, Adriano, Antonio, Alberto e Giulio (Tu).

Un venticello da nord ci spinge verso l’isola sempre sfiorata ma mai conquistata.

Subito dopo il disimpegno alziamo di spi cercando di guadagnarci il largo per anticipare il giro di vento.

Tira, molla, impreca e la barca si avvia.

L’atteso rinforzo arriva nel pomeriggio aiutandoci a mantenere il passo con la flotta delle barche più grandi.

Purtroppo, proprio mentre duellavamo a distanza con Margherita, esplode il bozzello del braccio costringendoci a sostituire il grande spi bianco con il coloratissimo gennaker.

Cavalchiamo l’onda ed maestrale montante talmente bene che un gruppetto di stenelle viene a giocare con noi, la cigliegina sulla torta.

Proprio mentre sorge dal mare l’isola sempre ritrovata (pensavate che scrivessi perduta, eh) il vento, girato al traverso, comincia a metterci in difficoltà causando qualche straorza di troppo.

L’espediente di srotolare un metro di genoa rimanda ma non risolve il problema, dobbiamo ammainare e prepararci a doppiare Palmarola con le sole vele bianche.

Non nuovo ma sempre bello il tramonto sul mare col sole che fà cu-cù tra le cime di Ponza.

Dieci ore, un buon tempo considerando che lo scorso anno dopo ventitrè eravamo ancora più indietro.

Finisce il giorno e comincia la bolina (che durerà diciotto ore). Nemmeno un paio di delfini curiosi nascosti nel buio riescono a ridestare il nostro umore.

Unica nota positiva: il terrore di noi tutti (l’alba nelle piatte davantio al Circeo) è stato evitato.

Troppo troppo abbiamo bordeggiato davanti alla maga durante la Roma per tutti e l’Asteria per farlo di nuovo.

Doppiato capo d’Anzio è tutto un costa costa (noto anche come bordo a Telline) fino al molo di Ostia.

Lemmi lemmi risaliamo fino al traguardo già rivolti ai prossimi impegni che, manco a dirlo, passeranno per Ponza :-D>

Marco

FOTO:

www.ventocaldo.it/webalbum

FILMATI:

http://www.youtube.com/watch?v=G2t0DYMC7kc

http://www.youtube.com/watch?v=igxN-keQ05g

http://www.youtube.com/watch?v=0INJzJxr1Uw

http://www.youtube.com/watch?v=c8qfo0eYg44

http://www.youtube.com/watch?v=UEzqtKwurhE

http://www.youtube.com/watch?v=enxs46mAyO8

http://www.youtube.com/watch?v=x4HhBF354HQ

http://www.youtube.com/watch?v=hDbPG4o_gbM

http://www.youtube.com/watch?v=aew2bYrBAe8

http://www.youtube.com/watch?v=HHioqk2wloI

coppa Asteria 2001

Che sarebbe stata una regata particolare si è capito subito, anzi prima: dalla lista dell’equipaggio.

A Fernando, Arturo e Marco giunti assieme alla barca dal mercoledì si aggiungono Paolo e Jacopo direttamente ad Anzio il giovedì mattina.

Riassumendo:

Il prode armatore, uno stimato ufficiale di regata con tanto agonismo arretrato, il me narrante, una imborghesita promessa della vela ed un giovane rampante: difficile sperare di meglio (OK, tutti uomini ma questo passa il convento).

La mattina di giovedì è assolata e sventata, la passiamo pigramente a mollo in attesa della partenza digerendo la cena in birreria della sera prima.

Poi VIA verso Ponza di buon passo col coloratissimo gennaker a riva.

Paghiamo un pò di passo ma la flotta rimane a vista.

Il doppiaggio dell’isola è complicato dalla copertura di Palmarola, solito problema: sottocosta a sfruttare l’effetto parete o fuori a ricercare il vento?

Finiamo per scegliere una via di mezzo che … non guadagnamo e non perdiamo.

Finalmente alziamo di spi e ci gustiamo il tramonto con vista, roba da poeti più che navigatori.

Lo scoglio della Botte: piccolo, pittoresco ed in mezzo alle scatole. Incredibile come qualunque rotta ci passi sempre esattamente sopra.

Giro di Ventotene al buio non senza qualche apprensione, poco vento ma anche pochissima visibilità.

Tanto per fare un pò di polemica gratuita troppe luci e troppo poche: capisco accendere la luce in testa d’albero (che si chiama stranamente “luce di fonda”) ma almeno accendete le luci di via!

Non stiamo giocando con delle derive da boe, controllare l’impianto elettrico dovrebbe essere doveroso viste le energie spese per salvagenti, life-line, epbir e quant’altro.

Ma anche le polemiche si spengono con il vento appena fuori dal canale tra le isole.

Ci ritroviamo tutti lì tra buio e riflessi con la rada piena di vacanzieri che sembra magnetizzare la prua.

Dopo tre giri su noi stessi (e parecchie ore) riusciamo a puntare la prua verso nord.

L’alba compare subito dopo il Circeo e …. siamo avanti!

Intorno a noi solo transatlantici e missili da guerra, Paolo ed Arturo con le loro iperattività notturne hanno fatto un buon lavoro.

Ma non è finita: cadiamo in una buca senza vento e non ne usciamo per ore.

Quando ripartiamo il grosso della flotta è sulla via di Anzio ed il disperato inseguimento non dà i risultati sperati.

Pasta party saluti a Paolo e Jacopo che tornano a Roma e poi a nanna.

Sabato regata sulle boe in tre. Riusciamo anche a dare di gennaker ed a mettere dietro qualcuno ma certo siamo poco competitivi.

Competitivissimi invece alla cena con gli amici di Sesto Senso, Darder e tanti altri.

Alla fine imbastiamo una tavolata da ventidue che mette a dura prova il giovane e disponibile taverniere di Capo D’Anzio.

La serata si conclude con un giro di amaro abbruzzese alla genziana prima del ‘tutti in branda’ che arriva dopo le 2.

Memorabili ed imbarazzanti le fotografie della serata che, per ovvie ragioni, saranno filtrate prima della pubblicazione.

Domenica ultima giornata di regata con vento in crescita fino a 25-30 nodi.

Visti i numeri degli equipaggi “completi” comincio a pensare che essere solo in tre non è poi male.

Tagliamo il traguardo, salutiamo e poi via verso casa.

La pioggia viene a curiosare ed a intristire il rientro.

Domani è lunedì, solo un pensiero ci solleva: sabato si riparte!!

Mille grazie a Fernando, Arturo, Paolo e Jacopo che hanno giocato con me ma anche ad Andrea, Emanuela, Fabrizio e Mario che assieme agli altri ci hanno permesso di giocare.

Un “a presto” a tutti gli amici/avversari.

Marco

Foto:

http://www.ventocaldo.it/webalbum/thumbnails.php?album=67

Filmati:

Arturo torna ragazzino

http://www.youtube.com/watch?v=fcooccusd1U

Andando in poppa

http://www.youtube.com/watch?v=63dOPIsX13M

Alba al largo del Circeo

http://www.youtube.com/watch?v=1_EfrtZj9-w

Partenza Regata Sabato 4

http://www.youtube.com/watch?v=2vR79pWTzNU

Monachella di Mare

http://www.youtube.com/watch?v=p9tAQqlpYuE

Regata domenica

http://www.youtube.com/watch?v=yB6XF-E8D3g

Cicci7 in poppa

http://www.youtube.com/watch?v=Zq9qHGy5TUo

Bolinando controvento

http://www.youtube.com/watch?v=iZAheE2eoBY

Roma-Giannutri 2011

Oltre 130 miglia in 23 ore, una galoppata.

Ma partiamo dall’inizio.

Primo errore: mangiata di pasta al buffet del circolo, indigeribile.

Partenza alle ore 20 davanti al porto con i soliti stupidi che rischiano di farsi male per partire un secondo prima come se dovessero fare due miglia invece di 130.

C’è anche chi non ha ancora imparato il regolamento e chiede acqua per infilarsi tra te e la barca giuria; pensavo che scherzassero, la prossima volta li insulto.

Dopo aver doppiato la boa di disimpegno ci lanciamo verso Giannutri spinti da un bel venticello di lasco.

Bella la scenana di Roberto “Turbolenza” che tallona Amapola col suo preoccupante bompresso. Non conosco il vero nome della barca ma ormai è stata ribattezzata Narvalo per il dentone.

Dopo qualche scaramuccia prendiamo ognuno la propria rotta e ci infiliamo nella penombra della notte.

Il vento e l’onda girano verso maestrale mettendo a dura prova la digestione dei prodi, stiamo male un pò tutti ma teniamo duro.

L’alba ci trova in vista di Giannutri che è piccola, piatta, desolata e splendida.

Mi sento molto Colombo mentre bordeggiamo per doppiarla quando … i soliti furbi tagliano la zona protetta (e vietata).

Sono molto infastidito, che gusto ci troveranno?

Noi facciamo i bravi e li perdiamo di vista (all’arrivo avranno 30 minuti di vantaggio … praticamente quello che hanno scippato).

Il bordo di ritorno comincia con un traverso stretto e finisce in poppa piena attraverso una fase in cui cambiamo le vele di prua come se fossero i cappelli di una dama, ancora mi stupisco di come siamo riuscitio a non fare “matassa”.

Amapola ci insegue con una rotta più esterna di cui non capisco le ragioni ma che la porterà a ’solo’ mezzora da noi condannandoci al secondo posto in compensato.

Un applauso ai vincitori della classe crociera ma … ci rivedremo all’Asteria.

Marco

Foto su:

http://www.ventocaldo.it/webalbum/thumbnails.php?album=66

VelaGustate 2011

08.05.2011 Fiumicino

Giornata splendida per andare a vela.

Appuntamento alle 8.30 al porto di Ostia, è una alzataccia ma ne vale la pena.

Oggi siamo: Fernando al timone, Antonio Z e Giulio in prua, Antonio S ed Alberto alle scotte, Paola alle drizze, Marco alla tattica e ANTONIO F alla cambusa.

La formula della regata prevede, oltre alla ‘classica’ regata costiera anche una sfida culinaria: ogni equipaggio deve produrre un piatto cucinato a bordo.

Antonio (Ghiro) è il nostro asso nella manica, il nostro piatto un filetto di baccalà (francesino) al forno.

Un bel venticello di ponente in crescendo causa tre false partenze ed un buffo speronamento tra un J24 ed il gommone-giuria a velocità zero.

Partiamo sulla destra della linea un po coperti da Ankh ed issiamo velocemente il gennaker, non siamo veloci come vorremmo. Dalla sinistra Antigua si allunga sottovento sfruttando il giro di corrente.

E’ deciso di fare una regata tranquilla ma non mi piace mai vedere gli avversari scappar via.

Dal centro della linea Kalima si stacca dal gruppo spinta dal suo spi blu.

Duelliamo al rallentatore con Sventola ed un arrembante 96° partito in ritardo dopo aver ‘pagato’ la penalità in partenza.

Il termine duello è impropio: LORO duellano intorno a noi che ci limitiamo a tenere la rotta.

Il J24 è una barchetta agile che fà una splendida figura in queste condizioni di mare piatto e vento debole.

Scavallato il faro è ora del nostro gioco di prestigio preferito; il cambio di vela portante.

Dalla faretra di Fernando estraiamo lo spi ed ammainiamo il gennaker, mi spiace di non essere riuscito a filmare la manovra: mi affascina sempre.

Riusciamo a poggiare meglio e puntiamo dritti in boa dove ci precedono molte barche più veloci, Antigua ed i due J24.

Risaliamo di bolina cercando il giro di vento e di corrente sottocosta, recuperando qualche posizione.

Le poche virate che servono per arrivare non cambiano il risultato finale, saremo quarti in classe Crociera ed il nostro piatto non avrà il giudizio meritato (anche se ammetto di non aver assaggiato gli altri).

Già, siamo rientrati in porto e diretti al CVF per scoprire che si erano mangiati tutto e completato la cerimonia della premiazione.

La pizzeria sulla piazza ha subito l’assalto della nostra fame e del nostro sconforto (si erano anche bevuti tutto il vino dello sponsor).

Dopo l’assalto abbiamo scoperto che le cucine erano state riaperte ma ormai era tardi. direi carenza di pazzienza da ambo le parti.

Nota: il Trappola è tornato!

Marco

Roma Per Tutti 2011

Partenza

Partenza

Ovvero il Tirreno al trotto

Abbiamo vinto.

Non mi riferisco a classifiche, tempi e tutto ciò che entra nella sfera delle competizioni:

siamo cresciuti, abbiamo vissuto nuove esperienze e superato insieme difficoltà e momenti critici.

Mi sento migliore (magari non di molto) ma migliore. Il resto è contorno.

Non è la mia prima regata costiera e nemmeno la prima Roma per Tutti ma …. Le regate sono come gli amori: non ne esistono due uguali ed ognuno ti lascia dentro un ricordo, un sapore leggermente diverso.

Come tutti i progetti complessi questa partecipazione parte da lontano e parte dagli uomini che ne costituiscono il nucleo imprescindibile.

Dopo un bel campionato invernale ricreare un gruppo da ‘lunga’ è stato al contempo facile e difficilissimo: tutti avrebbero voluto partecipare ma impegni di lavoro, famiglia, salute hanno preteso il loro tributo.

Alla fine siamo salpati in sette con meta Lipari.

Dopo settimane di preparazione dell’attrezzatura: zattera, epirb, telefono satellitare, vele di cappa ma anche salvagenti, luci stroboscopiche, cinte di sicurezza …. la barca viene trasferita a Riva di Traiano da cui parte la regata.

L’equipaggio arriva alla spicciolata tra venerdì e domenica mattina. Nessun ritardo, nessuna assenza dell’ultim’ora.

Al timone per il primo turno il sempre più sorridente Fernando e siamo già in regata.

Il clima a bordo è sereno, rilassato e concentrato ma si percepisce sottopelle lo scorrere dell’adrenalina: anche Antonio S tipicamente rasserenante nella sua posa da ‘Brucaliffo’ (spero di ricordare bene il personaggio e non fare gaffe) scruta l’orizzonte quasi a voler intravedere la meta.

Indoviniamo quasi senza volerlo la tattica delle prime miglia e ci ritroviamo davanti ad un bel gruppetto di barche, il morale è alto e non si scalfisce nemmeno quando, sul dritto, le barche più grandi ed invelate sfuggono verso l’orizzonte in bolina larga.

Siamo tra i più piccini e lo sappiamo ma, quando gira il vento in vista di Fiumicino, issamo il gennaker e teniamo il passo.

Al traverso di Ostia ci incaponiamo in uno sterile duello con una barca della Marina Militare: la mentalità da regatanti sulle boe è ancora forte.

Il cambio turno programmato mette in campo i due più ‘agitati’ ovvero: il predestinato Giulio “Tu” che con i suoi vent’anni è di gran lunga il più giovane ed instancabile membro dell’equipaggio e Marco (ormai ‘ex’ Camoscio) che per motivi religiosi considera un affronto navigare un decimo di nodo sotto le possibilità del mezzo.

Dopo alcune decine di minuti (complice l’attraversamento delle secche di Tor Paterno) le due rotte si dividono e cominciamo a pensare alla cena.

Tor Paterno, ovvero una riserva naturale dove è VIETATO navigare. Non voglio dire che siamo stati gli unici fessi a deviare dalla rotta per non attraversarla ma …. non ho visto altri fare altrettanto. Peccato: un’occasione persa dalla flotta nel suo complesso per dimostrare spirito ecologista e rispetto delle regole (naturalmente ogni riferimento polemico a regatanti o persone specifiche è voluto e sottinteso).

Magari qualcuno mostrerà il permesso di transito della capitaneria ma …. sai che gli altri non lo hanno: è un sottile barare.

Esaurita la sterile, faziosa e sorridente tirata d’orecchia (dubito che una deviazione di qualche miglio avrebbe cambiato il risultato finale) scopriamo che …. siamo stati fortunati: un giro di vento ci avvantaggia rispetto ai ‘trasgressori’ :-D>

È ora del nuovo cambio turno (3 di sonno + 3 di riserva + 3 di guardia a coppie) ed il comando passa ai doppia A: Adriano ed Alberto.

Adriano è un veterano di Quasar 1, un personaggio unico nel suo genere unico.

Non dimenticheremo la sua espressione da ‘uomo a spasso col cane’ mentre cavalcava le onde sferzati dai trenta umidicci domando un timone affatto mansueto.

L’ho visto agitarsi (addirittura un repentino alzarsi di sopracciglio) una sola volta ma ne parleremo dopo.

In coppia con Adriano: Alberto, direttamente da Blue Magic, neo-comandante ed ultimo acquisto di Quasar.

Saldo al timone e capace nell’interpretazione della barca, Alberto si è rivelato una bella sorpresa ed una carta ‘pesante’ in più nei momenti difficili.

Filosofo della “finché la barca và lasciala andare” ha dimostrato (se ce ne fosse stato bisogno) competenza e braccio saldo permettendo scelte e rotte che altri equipaggi non hanno potuto fare, anche di questo parleremo dopo.

Nota: senza alcun merito mi vanto di aver ‘portato’ Alberto e Giulio, grazie ad entrambi.

Quando su Anzio calano le prime ombre della sera … PAPPA!!!

Come un abile Mandrake dalla manica Fernando estrae un’altra carta speciale: il cambusiere.

Antonio Forte non è un regatante o, almeno, non sa di esserlo.

Per tutta la durata della regata (ed oltre) lo abbiamo visto scomparire nella sua cuccetta ed uscirne quasi solo per cucinare o per una rapida occhiata al mare. Sostenuto da uno stomaco d’acciaio e da un sovradimensionato timore di dare impiccio è stato la nostra serenità.

Mai un momento di agitazione o di preoccupazione: una certezza.

Biglietto da visita uno splendido piatto di pasta con le zucchine: non era finita ancora la prima giornata ed avevamo già capito che sarebbe stata una crociera di lusso.

Cala la notte ed il vento mentre si alternano i turni ed ecco le prime stonature: un peschereccio tacabile ed un ego smisurato comincia a girarci intorno.

Intendiamoci, non è lui a girarci intorno ma noi ad attraversare la sua ‘zona di lavoro’ larga forse dieci miglia che con certosina ed equina (leggi mulo) testardaggine ‘ara’ andando avanti ed indietro.

Durante il nostro turno, saranno state le due di notte, l’inevitabile: lo zio Tom ci taglia la rotta ad una distanza di poche (una, due?) decine di metri costringendoci ad una rotta parallela alla sua praticamente ad angolo retto con quella desiderata.

Per parecchi minuti sventiamo le vele ed aspettiamo che sia passato abbastanza da osare una rotta attraverso la sua scia per il concreto timore di essere ‘pescati’.

Anche il sorriso di Giulio rimane ombrato dalla perdita di tempo aggravata dalla scomparsa non autorizzata del vento.

Sono un po’ in imbarazzo alle 3:30 quando passo il turno ad Adriano ed Alberto: siamo fermi immobili a fare la paperella di gomma in un nebbione londinese umidissimo ed anche un po’ puzzolente (certo il peschereccio non ha il bollino blu) con un’onda morta ed incrociata che stronca sul nascere qualunque velleità di veleggiare: gli sto mollando una sola.

La prima notte e la giornata successiva scorrono via senza note ad esclusione dell’avvistamento di una balenottera timida che scappa via prima che si riesca a fotografarla.

Alle 18:13 tagliamo il cancello di Ventotene sotto spi e ci avviamo al trotto verso Lipari assieme ad un gruppetto di barche più grandi ma meno ‘impegnate’.

I nostri vicini si sorprendono del fatto che non brindiamo al passaggio e fioccano leggende sulle riserve norcine stivate nelle loro ampie stive, peccato non aver portato Giulio “Lui” … si sarebbe potuto lanciarlo all’arrembaggio con una lettera di corsa.

Tentiamo di compensare con un risotto precotto ma l’impressione di una certa ingiustizia divina rimane.

Il turno “nero” dalle 3:30 alle 6:30 stavolta ci tocca, un venticello costante solleva la cappa di umido graziandoci ed un delfino passa a trovarci nel buio: non mi lamento.

L’alba è uno spettacolo meno intenso del tramonto ma inusuale per noi “tirrenici”.

La foschia passa dal grigio bluastro ad un arancio fumoso prima di sciolgiersi lentamente, quando finalmente il sole appare è già alto.

Un filino deluso scendo sotto coperta a dormire (e mi perdo i Falchi).

È necessaria tutta giornata per arrivare in vista delle Eolie dove il vento ci abbandona (qualcuno dice per andare a mangiare gli arancini a Milazzo) ma la sera è uno spettacolo di tramonto da cartolina con Amapola lontana che scompare tra gli ultimi raggi del sole.

Gli ho fatto un servizio fotografico che baratterò con (almeno) una torta a fotogramma.

Stromboli ci saluta con qualche gioco pirotecnico mentre ci prepariamo per un’epico duello al rallentatore con Dany Dany tra Lipari e Salina ed il successivo doppiaggio del cancello con il giustificato timore di scadere verso gli scogli derivando.

La terza alba ci trova ancora lì: pochi passi oltre il cancello incapaci di trovare la via verso il mare aperto.

Ecco una delle situazioni in cui Mr Antonio “Trappola” ci è mancato veramente.

Ne parliamo a lungo ed alla fine stabiliamo: se fosse stato presente avremmo addossato a lui la colpa della mancanza di vento, tanto vale farlo a prescindere :-D>

Scherzi a parte ci è dispiaciuto che una delle anime di questo progetto abbia dovuto rinunciare per cause di lavoro, in particolare è mancata la sua variegata umanità di showman che tante volte ci ha fatto sorridere nella tediosa attesa del vento.

Finalmente riusciamo a mettere il naso fuori dall’arcipelago verso la zona rosso vestita nella carta meteo.

“Prudenza “ è il sottotitolo della nostra partecipazione, prima che monti il vento il genoa scompare sostituito dal fiocco. La scelta è unanime ed opportuna: manovrare a prua con vento teso è stupido oltre che rischioso.

C’è qualcosa nei cambi di vele che mi lascia affascinato: via l’una su l’altra come in un gioco di prestigio che nemmeno il Silvan della mia infanzia. La coordinazione dell’equipaggio è alla base di tutto, ogni ingranaggio deve intervenire al suo turno: bello.

TRAPPOLA dove sei? Altro che sim-sala-bim, solo tu (non Tu) riesci ad issare uno spi rimanendo incastrato nella scotta randa, sbattendo il ginocchio su boma, imprecando santi ed eroi senza rallentare un secondo.

La manovra scorre liscia e veloce ma … senza coreografia cubista.

E poi comincia lo spettacolo: cielo limpido, vento in rapida crescita, mare che si forma e nel raggio di mezzora si passa da zero a trenta nodi.prima onda

Sono 15 ore di shake di bolina con annessi schizzi, dopo i mitologici 40 urlanti ed i 50 ruggenti riservati ad Ettore ed Achille i molto più plebei 30 UMIDICCI toccano a noi.

Ci alterniamo in quattro al timone: Adriano, Fernando, Alberto e Marco con la formula di tre in coperta ed uno di riposo con turni variabili in base alle condizioni meteo ed alla resistenza personale.

Esperienza dura ma, onestamente, fattibile a patto di avere una barca a posto ed una ‘panchina’ sufficientemente lunga e qualificata.

Nei giorni successivi abbiamo scoperto che avversari/amici non certo di primo pelo come Gastone ed Amapola sono stati costretti a lunghe deviazioni (il primo) od al ritiro (la seconda) dalla perturbazione. Non conosco nel dettaglio i motivi ma, sono convinto, che non sia stato facile prendere certe scelte.

Tutto finisce compreso il ciclo “lenzuola di cotone bianco molto sporche”, dopo circa 15 ore Eolo si stanca e si addormenta e noi dietro a lui visto che in una centrifuga è complesso farlo.

Si addormenta così bene che rimaniamo una decina di ore senza vento e la barca si trasforma in uno stendi panni galleggiante.

L’immagine non è da Shamrock (vedi http://en.wikipedia.org/wiki/Shamrock_%28yacht%29) ma non ce ne lamentiamo, l’apertura totale di osterigi, boccaporti ed oblò ha probabilmente contribuito al buco nell’ozono … peccato ;-P>.

Spalmare crema solare, cercare di riposare, fotografare uccellini … dieci ore di quasi nulla.

Fotografare uccellini? SI. Bilancio avvistamenti/contatti: 1 balenottera, 2 delfini, 1 squaletto e 2 api, 2 passeri, 2 falchetti, 1 pettirosso ed un’upupa (dormivo ma mi fido).

La prossima volta che faccio un campo con la LIPU mi porto un’arca di rispetto (non si sa mai).

Seguendo la rotta del sughero arriviamo in vista di Ventotene e scopriamo di non esser soli: Quasar quadro (romaxdue), Melampo e Gastone completano il gruppetto di coda.

E qui, complice un’errata lettura del barometro ho visto Adriano preoccupato.

Credo che racconterò ai miei nipoti ^-^ .

Le previsioni avvertivano dell’arrivo di una bella sventolata, confermata anche da una atmosfera tipica del cambio di vento (spesso annunciato dalla scomparsa della brezza e dal calare dell’umidità).

Spente le ultime luci del tramonto Adriano segnala la posizione all’organizzazione e legge il barometro: 12 mb di scarto in un’ora, panico! (almeno nella sua versione)

Dopo pochi minuti avevamo ammainato il gennaker (peraltro sgonfio) e presa una mano di terzaroli con una solerzia che nemmeno quelli di A-Team.

In vero l’equivoco del barometro è stato svelato praticamente subito ma, ormai, avevamo tutti la sensazione che qualcosa sarebbe potuto arrivare nel buio.

Come atteso nottetempo (dopo che la randa era stata rispiegata completamente) la banderuola ha girato verso sud-est ed il vento è salito fino a stabilizzarsi sui 30 nodi al giardinetto (durerà 5-6 ore) facendoci volare verso nord con surfate che nemmeno i leoni del mercoledì.

Il GPS registra una velocità massima di 11.6 nodi, non male per una comoda barca da crociera con isospettate doti da regata.

La planata si esaurisce a largo di Anzio da cui riprende il duello (si fà per dire) con i compagni di convoglio sospinti da un vento che dapprima illude salendo lentamente da 5 a 15 nodi e poi ci abbandona a poche miglia dalla meta: due ore di agonia aggravate dal progressivo avvicinarsi alla ‘civiltà’.

Dal mare l’autostrada Roma-Civitavecchia si vede e si sente (non solo suoni ma anche odori) fin troppo distintamente; la tentazione di girare la poppa alla linea d’arrivo e scappare via balena nelle nostre menti fino a sbattere contro un ostacolo oggettivamente invalicabile: senza vento dove vuoi scappare? :-D>

L’effetto traguardo contagia anche i più restii alla filosofia della regata, quelli di “non usare il winch di notte o mi svegli” e ci ritroviamo tutti in falchetta sotto una pioggerellina fastidiosa alla ricerca di un giro di vento favorevole …. che non arriva.

Sono le 23 quando finalmente riusciamo a tagliare, siamo sfiniti mentalmente e fisicamente.

Il molo di cemento armato ondeggia paurosamente quando sbarchiamo all’utopistica ricerca di una pizzeria.

Fallita la ricerca molti si avviano verso casa e rimaniamo in tre (Fernando, Antonio “ghiro” ed io) a goderci una zuppa di funghi calda prima di infilarci un’ultima volta nei sacchi a pelo.

Domani riportiamo la piccola leonessa ad Ostia, grazie Quasar.

Marco

PS Durante il trasferimento di ritorno appena alzato il genoa e spento il motore Antonio è scomparso: è andato a dormire!!

FOTO:
http://www.ventocaldo.it/webalbum/thumbnails.php?album=63&page=1

Filmati:
http://www.youtube.com/user/camillosailingteam
(poi selezionate i filmati)

XXX Campionato invernale di Roma, nona giornata

Potevamo fare meglio? La classifica OverAll (terzi) dice di si.

Potevamo fare peggio? Le trendadue barche dietro lo strillano in coro.

Vento da terra freddino condito con tante brutte nuvolette ed un’attesa lunga quasi due ore ci hanno un pò deconcentrato.

Partiamo con un netto giro del vento a sinistra che ridonda troppo tardi per premiare la mia scelta (andare a destra :-D>).

Sgomitiamo un pò e giriamo la bolina comunque tra i primi e TA DA! Issiamo il nuovo bianchissimo spi che ci dà quella spinta in più che solleva morale e classifica.

Splendida regata di BluMagic che ha messo le ali ai piedi e tiene il passo.

Cedono invece Aria, Antigua e Amapola. Bonamanzi opta per un primo bordo di poppa sulla parte destra del campo che non paga.

Nella seconda bolina, complicata dal cambio percorso, prendiamo quell’allungo di sicurezza che ci consente di optare per il più conservativo gennaker nella seconda poppa.

Rischiare il leggero con raffiche oltre i 15 nodi non è un’idea felice.

I nostri amici del Comet perdono il contatto per complicazioni allo spi, peccato (sinceramente “meno male” oggi erano un gran brutto cliente).

Quando Sergio riuscirà a stabilizzare l’equipaggio la sfida a tre per il titolo diventerà a quattro.

Alla fine primi in reale e di raggruppamento ma terzi in conpensato, scherzi del rating e merito di Pepe e Baralla che hanno saputo contenere il distacco.

Domenica prossima ultima di campionato con Pepe matematicamente primo OverAll e di categoria (R2) noi ed Aria a contenderci il secondo posto in generale ed la leadership del raggruppamento 1, ci sarà da divertirsi.

Marco

Foto e tracciato presto sul blog di www.ventocaldo.it

Classifica odierna:

http://www.cvfiumicino.it/regate/regata_24/r107_g9_coverall.htm